Dom. Apr 5th, 2026

Alvaro Arbeloa al Real Madrid: Dalla Filosofia di Mourinho alla Sfida di Integrare le Stelle

L’avventura di Alvaro Arbeloa come allenatore al Real Madrid ha smentito le aspettative iniziali. La sua dichiarazione d’esordio, “Se provo a essere Mourinho, fallirò in modo spettacolare,” si è rivelata notevolmente preveggente. Lungi dall’immagine di “mourinhista” intransigente che alcuni anticipavano, Arbeloa ha coltivato una sorprendente persona umile e autoironica, allineandosi più allo stile di gestione dei giocatori di Carlo Ancelotti.

Negli ultimi mesi, il tono di Arbeloa si è ammorbidito, rivelando un allenatore che, nonostante la sua fiducia in sé stesso, si presenta come un mentore umile. Dopo aver superato Pep Guardiola due volte in una settimana – un momento propizio per autocelebrazioni – Arbeloa ha scelto la modestia: “Non oserei pensare di poter battere qualcuno come Pep in qualsiasi cosa. Abbiamo vinto grazie al duro lavoro dei giocatori.” Questo fa eco alla filosofia di Guardiola stessa, incentrata sulla superiorità numerica a centrocampo.

Al suo arrivo, si è subito dedicato a sanare gli ego feriti, a partire da Vinicius Junior e Fede Valverde, che secondo quanto riferito erano al centro delle divisioni nello spogliatoio sotto Xabi Alonso. L’approccio di Arbeloa, sia per personalità che per scelta, rispecchia lo stile più conciliante di Ancelotti, caratterizzato dal suo ormai famoso “divano grigio” dove i giocatori possono apertamente condividere lamentele e intuizioni. Si pone come confidente e collega che lavora per i giocatori, una filosofia profondamente apprezzata dal Presidente Florentino Perez.

Quando ha discusso il suo stile di gioco desiderato, Arbeloa è rimasto volutamente vago, enfatizzando l’importanza di vincere “indipendentemente dalle formazioni” e sottolineando “carattere, impegno e mentalità.” Più tardi, ha chiarito che “l’obiettivo è sempre essere solidi.” Questi principi sono diventati cruciali dopo un periodo difficile, inclusa una serie di sconfitte consecutive in La Liga contro Osasuna e Getafe, dove le prestazioni mancavano di solidità. In quel periodo, alcuni lo consideravano ancora solo un allenatore delle giovanili.

Tuttavia, Arbeloa merita un immenso merito per aver scoperto e lanciato Thiago Pitarch. L’introduzione del diciottenne è stata un colpo di genio, iniettando fiducia cieca e impegno instancabile nella squadra. La presenza intelligente ed energica di Pitarch a centrocampo è stata fondamentale nelle prestazioni stellari del Real Madrid contro il Manchester City, sfidando i critici che vedevano Arbeloa sull’orlo del precipizio.

Avendo guadagnato la fiducia di Vinicius e Valverde, i due sono ora nella loro migliore forma da inizio 2024, contribuendo con 11 gol nelle ultime cinque partite del Real Madrid. Arbeloa ha trovato una formula funzionale con Pitarch a collegare i punti e ha coltivato un forte rapporto con lo spogliatoio. Dopo un inverno difficile, un nuovo senso di ottimismo è emerso al Bernabéu. Ora, Arbeloa affronta due mesi decisivi, con la domanda finale incombente: come integrare efficacemente Jude Bellingham, Kylian Mbappé e Vinicius Jr.

Questo “buon problema” dell’integrazione delle stelle si è rivelato una sfida sotto allenatori precedenti come Ancelotti e Alonso. La prima partita di Bellingham da titolare sotto Alonso, ad esempio, coincise con una destabilizzante sconfitta per 5-2 nel derby. Sebbene il ruolo di Pitarch come “idraulico” della squadra sia stato ispirato, sarà più difficile giustificare la sua inclusione costante dato il ritorno di Eduardo Camavinga e Franco Mastantuono pienamente in forma. L’attuale equilibrio con quattro centrocampisti tradizionali, più Brahim Diaz come potenziale quinto, ha fornito solidità senza sacrificare la potenza offensiva.

Laddove Toni Kroos spesso copriva le carenze tattiche del Real Madrid sotto Ancelotti, e Alonso cercava di imporre una macchina rigida, Arbeloa ora presenta la sfida chiave: possono Bellingham, Mbappé e Vinicius giocare insieme mantenendo la solidità della squadra?

La buona notizia per Arbeloa è che è in una posizione migliore per affrontare questa questione. I contributi entusiasti di giovani come Pitarch, Manuel Angel e Cesar Palacios hanno spinto le sue stelle affermate a maggiore vigore. Bellingham, Vinicius e Valverde, umiliati dai fischi a gennaio, stanno ora lavorando per riconquistare il favore dei Madridisti, consapevoli che Arbeloa non è il loro principale capro espiatorio. Un mese dopo la scoraggiante sconfitta contro il Getafe, l’attenzione si è spostata dalla domanda se il Real Madrid possa vincere con tutte e tre le stelle a se Arbeloa possa plasmarle in una squadra coesa e vincente. Arbeloa si è messo al centro della questione; ora deve fornire la risposta.

By Davide Colonna

Davide Colonna risiede a Torino ed è un giornalista sportivo instancabile. Si occupa di tutto, dal basket alla scherma, con un occhio attento ai dettagli e alle storie degli atleti.

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