Mer. Apr 8th, 2026

Daniel Ricciardo Riflette sull’Addio a Red Bull: Il Rischio “Annientamento” di Max Verstappen e i “Se”

Daniel Ricciardo ha riflettuto apertamente sulla sua partenza dalla Red Bull Racing, definendola il “se” più significativo della sua carriera in Formula 1. Ha ammesso che rimanere al fianco di Max Verstappen avrebbe potuto portarlo a essere “annientato” dalla nascente stella olandese, potenzialmente accorciando ulteriormente la sua permanenza in F1.

Ricciardo, che è stato compagno di squadra di Verstappen nel team di Milton Keynes prima del suo passaggio alla Renault e successivamente alla McLaren, ha sperimentato un declino nella sua traiettoria di carriera dopo aver lasciato la Red Bull. Nonostante abbia ottenuto una memorabile vittoria per la McLaren a Monza nel 2021, si è spesso ritrovato superato da Lando Norris, apparendo l’ombra del pilota che aveva conquistato sette vittorie in Gran Premi con la Red Bull. Pur essendo ancora attivo in Formula 1 e ricoprendo vari ruoli, il pilota australiano ha ripensato al suo periodo con il team di successo.

Ha ponderato se rimanere avrebbe davvero portato Verstappen a oscurarlo. “Il ‘e se’ più ovvio è: cosa sarebbe successo se fossi rimasto alla Red Bull dopo il 2018?” ha riflettuto Ricciardo. “Non so se quella sia stata la decisione giusta. Le emozioni hanno certamente giocato un ruolo, ma avevo anche ragioni concrete per credere che non avrebbe funzionato. C’è anche la possibilità che Max mi avrebbe semplicemente dominato con il passare degli anni, magari accelerando addirittura la fine della mia carriera. È davvero incerto.”

Affrontando la percezione diffusa che avesse evitato una rivalità diretta con Verstappen mentre la stella dell’olandese ascendeva, Ricciardo ha respinto con fermezza questa narrazione. Ha sottolineato la loro performance quasi paritaria durante le loro quasi tre stagioni come compagni di squadra. “All’epoca, ero molto competitivo con Max, e ci spingevamo efficacemente a vicenda,” ha dichiarato il vincitore di nove Gran Premi. “È una decisione difficile. Certo, forse avrei comunque vinto più gare di quante ne ho vinte alla fine. Ma non posso negare l’eccezionale talento di Max.”

Ricciardo ha ribadito che la sua decisione non era dettata dalla paura della competizione. “Alcune delle narrazioni prevalenti suggerivano che stessi ‘fuggendo dalla lotta’. Non credo che fosse così,” ha affermato. “La mia preoccupazione principale era la direzione futura delle cose. Ero più preoccupato delle dinamiche complessive del team che di sfuggire a una sfida competitiva.”

By Davide Colonna

Davide Colonna risiede a Torino ed è un giornalista sportivo instancabile. Si occupa di tutto, dal basket alla scherma, con un occhio attento ai dettagli e alle storie degli atleti.

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