Il Gran Premio inaugurale del Vietnam ad Hanoi, annunciato nel 2018 come una significativa espansione per la Formula 1, era pronto per il suo debutto il 5 aprile 2020. Il circuito cittadino all’avanguardia di 5,613 chilometri, progettato da Hermann Tilke, era completo e pronto a ospitare la spinta dello sport verso nuovi mercati. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 portò al suo rinvio iniziale nel marzo 2020, e entro ottobre, la gara fu ufficialmente cancellata, apparendo come un’altra vittima della stagione interrotta.
Eppure, la vera ragione della sua scomparsa risiedeva più in profondità. Nell’agosto 2020, Nguyễn Đức Chung, Presidente del Comitato Popolare di Hanoi e figura chiave nel portare la F1 in città, fu arrestato con accuse di corruzione. Sebbene tali accuse fossero estranee al Gran Premio stesso, l’arresto di Chung privò il progetto del suo supporto politico e del suo slancio. Di conseguenza, il Gran Premio del Vietnam fu rimosso dal calendario provvisorio di Formula 1 del 2021 e non fece più ritorno. Chung fu successivamente condannato a dieci anni di prigione nel 2022, spegnendo ogni speranza di rilanciare l’evento.
Oggi, il circuito inutilizzato di Hanoi rimane un duro promemoria di ciò che avrebbe potuto essere – un progetto da milioni di dollari che non ha mai ospitato un singolo giro competitivo di F1. La sua cancellazione rappresenta un capitolo unico nella storia della F1, dove una crisi sanitaria globale combinata con l’instabilità politica locale ha segnato il destino di una gara molto attesa.

