Essendo uno dei migliori calciatori al mondo, Kylian Mbappé è costantemente sotto i riflettori e oggetto di grandi aspettative, soprattutto da parte dei tifosi del Real Madrid. Nonostante l’impressionante bilancio di 38 gol in 35 partite in questa stagione, riconosce che le critiche sono una parte integrante della sua carriera.
Una delle critiche più frequenti rivolte a Mbappé, in particolare dopo il suo trasferimento al Real Madrid, riguarda la sua scarsa partecipazione alla fase difensiva. In passato, il CT della nazionale francese Didier Deschamps lo aveva difeso su questo punto. Ora, in un’intervista rilasciata a The Bridge (citata da Marca), è il calciatore stesso a voler fornire la propria risposta.
«Sono un giocatore che difende un po’ meno degli altri, e a volte questo può essere un problema. È vero che lo faccio meno, ma noto che quando lo faccio, ha un impatto significativo sulla squadra. Al Real Madrid, quando mi impegno in fase difensiva, si vede che anche tutti gli altri lo fanno. Mi criticano per questo, ma non mi disturba perché è una critica costruttiva».
Mbappé: “Ho subito abusi razzisti dopo Euro 2020”
Mbappé ha anche parlato apertamente degli abusi subiti dopo aver sbagliato un rigore decisivo per la Francia a Euro 2020/21, nella sconfitta contro la Svizzera. Ha ammesso che quell’episodio lo ha quasi spinto a lasciare definitivamente la nazionale francese.
«Volevo lasciare la nazionale francese. Mi sono reso conto che avevo posto la Francia molto, molto in alto nelle mie priorità, ma appena ho fallito, molte persone hanno iniziato a chiamarmi scimmia e a insultarmi. E mi sono chiesto: sono queste le persone per cui lotto in campo?»
«Sono caduto da molto in alto, perché il mio primo torneo con la Francia è stato il Mondiale 2018, l’ho vinto, ero una sorta di eroe nazionale, ero molto giovane. E al torneo successivo ti trovi questo in faccia. È difficile».

