Diciassette anni fa, Lewis Hamilton si ritrovò coinvolto in quello che descrisse come ‘la cosa peggiore che abbia mai sperimentato nella mia vita’ – uno scandalo così grave da minacciare di far deragliare la sua carriera in Formula 1 quasi prima che iniziasse. Il Gran Premio d’Australia del 2009, gara d’apertura della stagione a Melbourne, che avrebbe dovuto vedere Hamilton sul podio, innescò invece una cascata di eventi che portarono alla sua squalifica, al licenziamento del suo direttore sportivo e alla convocazione della McLaren davanti al Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA con l’accusa di aver disonorato lo sport.
La controversia scoppiò durante un periodo di safety car in fase avanzata. La Toyota di Jarno Trulli era momentaneamente uscita di pista, permettendo ad Hamilton di salire al terzo posto. Ciò che seguì divenne il fulcro di un intenso esame: la McLaren istruì Hamilton a far riprendere la posizione a Trulli. Tuttavia, quando Trulli superò sotto bandiere gialle, incorse in una penalità di 25 secondi, restituendo di fatto la posizione ad Hamilton.
L’Inganno Svelato
Interrogati dai commissari dopo la gara, sia Hamilton che il direttore sportivo Dave Ryan affermarono che non era stata data alcuna istruzione di questo tipo, implicando che Trulli avesse sfruttato la confusione di Hamilton durante il periodo di safety car. Questa calcolata menzogna crollò spettacolarmente giorni dopo con la rivelazione delle trascrizioni radiofoniche. La prova era inequivocabile: la McLaren aveva esplicitamente detto ad Hamilton di ‘lasciarlo andare’ e mantenere la posizione. Il direttore di gara della FIA, Charlie Whiting, in seguito evidenziò la profondità della negazione di Hamilton, affermando: ‘Quando gli fu chiesto molto chiaramente: “L’hai lasciato passare consapevolmente, ti sei accostato per farlo passare?”, lui rispose: “No”. La domanda fu posta più di una volta.’
Hamilton fu successivamente squalificato e la posizione originale di Trulli fu ripristinata. Ryan, un veterano di 35 anni della McLaren, fu licenziato. Il team stesso affrontò il Consiglio Mondiale del Motorsport per cinque capi d’accusa di violazione dell’Articolo 151c del Codice Sportivo Internazionale, relativo a condotta fraudolenta.
Le Riparazioni della Disonestà
La McLaren ammise tutte e cinque le violazioni, eppure ricevette una sospensione di tre gare, un esito che molti considerarono notevolmente clemente data la gravità delle accuse. La tempistica delle dimissioni di Ron Dennis da presidente e CEO della McLaren appena due settimane prima dell’udienza fu notata, sebbene qualsiasi connessione diretta rimase speculativa. Un Hamilton visibilmente contrito rilasciò delle scuse in lacrime in Malesia: ‘Non posso dirvi quanto mi dispiace. Mi dispiace per la mia squadra e la mia famiglia per l’imbarazzo.’

