I critici spesso lamentano che la F1 moderna non sia ‘vera corsa’, sostenendo che i piloti siano troppo preoccupati dalla gestione della batteria per spingere costantemente al massimo, e desiderano il ritorno dei motori V8. Questo sentimento riemerge frequentemente, specialmente con i nuovi regolamenti tecnici, mentre giri di qualifica visivamente mozzafiato vengono condivisi online, alimentando dibattiti sui cambiamenti imposti nello stile di guida. I prossimi regolamenti del 2026 suscitano discussioni simili a quelle sentite nel 2014, quando la Formula 1 intraprese l’ambiziosa era dei motori turbo ibridi.
Le prime due gare del 2014 erano state alquanto prive di eventi significativi in testa, con Nico Rosberg e Lewis Hamilton che si erano assicurati una vittoria ciascuno rispettivamente in Australia e Malesia. La serie si spostò poi a Sakhir per il Gran Premio del Bahrain, segnando la prima gara notturna nella storia dello sport e il suo 900° Gran Premio del campionato del mondo. Quello che si svolse lungo le consuete 57 tornate fu un’accesa contesa tra i due piloti Mercedes, una ‘lotta all’ultimo sangue’ che durò fino al 20° giro, quando l’auto in testa solitamente effettuava il suo primo pit stop per la strategia più veloce.
Hamilton superò il pole-sitter Rosberg alla partenza, riuscendo a malapena a mantenere la posizione in salita fino alla Curva 4. Rosberg, tuttavia, adottò un approccio a lungo termine, conservando carburante ed energia per un’offensiva successiva. In Bahrain, la Curva 1, aiutata dal DRS, è un punto privilegiato per i sorpassi, e Rosberg tentò per la prima volta una mossa lì al 17° giro. Hamilton si difese, ma la tensione aumentò un giro dopo quando Hamilton tagliò la strada al suo compagno di squadra alla Curva 2, provocando un furioso messaggio radio di Rosberg alla sua squadra: ‘Avvisalo, non era corretto’, mentre si avvicinarono a pochi millimetri dal contatto. Nel giro successivo, entrambi i piloti bloccarono le ruote alla Curva 1 mentre Rosberg si portò brevemente in vantaggio. Ma Hamilton si rifiutò di cedere, ripassandolo scivolando alla Curva 4. La battaglia continuò fianco a fianco fino alla Curva 6, una cruciale curva a destra che scende nel cuore del giro. Assicurarsi la testa qui era strategicamente vitale, e fu Hamilton a emergere di poco in testa, portando il punteggio a 1-0 per il britannico.
Si fermò ai box alla fine di quel giro per pneumatici morbidi, mentre Rosberg rientrò un giro dopo per pneumatici duri, preparando un altro cruciale duello strategico. La gara si stabilizzò poi fino a un drammatico incidente che coinvolse Pastor Maldonado, il quale ribaltò la Sauber di Esteban Gutierrez mentre usciva dai box, mandando il messicano in una rotazione aerea completa di 360 gradi alla Curva 1. Questo fece entrare la safety car.
Dopo un periodo di safety car di sei giri, la gara riprese al 47° giro su 57. Hamilton era in testa con pneumatici duri, con Rosberg subito dietro con pneumatici morbidi freschi – il palcoscenico era pronto per uno sprint emozionante. Un famoso screenshot della torre dei tempi due giri dopo rivelò l’incredibile passo del duo Mercedes; in soli due giri di gara, avevano accumulato un vantaggio di 7.1 secondi sulla Force India-Mercedes di Sergio Perez, anch’essa alimentata in modo simile. Alla bandiera a scacchi, avevano esteso questo vantaggio a 24.067 secondi su Perez in soli 10 giri. Durante questa fase finale, si impegnarono in un altro round di intenso duello, con Rosberg che tentò nuovamente ogni manovra alla Curva 1 e in salita fino alla Curva 4. O frenò troppo tardi alla Curva 1 o non riuscì a mettersi abbastanza affianco a Hamilton per costringerlo ad allargare. Hamilton alla fine vinse per un misero 1.085 secondi, concludendo una gara iconica ed emozionante che mise efficacemente a tacere molti scettici sui nuovi regolamenti. Luca di Montezemolo, allora capo della Ferrari, aveva notoriamente liquidato le nuove regole come creatrici di ‘tassisti’, una nozione fermamente smentita da questo classico incontro.
Aggiungendo un altro strato alla rivalità Hamilton contro Rosberg, in seguito emerse che Rosberg aveva utilizzato una modalità motore vietata dalla Mercedes durante i suoi aggressivi attacchi a Hamilton. Curiosamente, Hamilton stesso impiegò questa stessa modalità in Spagna durante un’altra battaglia due gare dopo, emergendo vittorioso in entrambe le occasioni. Come si dice, in amore e in guerra tutto è lecito.

