Il team Red Bull si trova di fronte a una realtà contrastante per quanto riguarda le prestazioni della sua RB22. Se da un lato l’unità di potenza RBPT-Ford si è rivelata sorprendentemente robusta e affidabile, il telaio sviluppato a Milton Keynes ha finora mostrato delle lacune, non riuscendo a competere alla pari con le altre scuderie di punta. La potenza del motore non sembra essere il problema principale; anzi, la divisione powertrain di Red Bull, RBPT, potrebbe non beneficiare di ulteriori opportunità di sviluppo e aggiornamento (ADUO) a causa di un deficit prestazionale rispetto all’unità Mercedes inferiore al 2%. Questo significa che non riceverà budget aggiuntivi o libertà di sviluppo per ridurre il divario. Le vere criticità, quindi, risiedono nella dinamica del veicolo e nell’aerodinamica.
Nelle prime tre gare, e in particolare in Giappone, la RB22 ha manifestato una pronunciata instabilità tra l’asse anteriore e quello posteriore. I piloti hanno dovuto gestire un notevole sottosterzo in ingresso curva, seguito da un altrettanto marcato sovrasterzo in uscita. Momenti improvvisi di instabilità, veri e propri “strappi” repentini, sono stati chiaramente visibili in Giappone, costringendo i piloti a correzioni brusche.
Affrontare comportamenti così complessi in tempi brevi non è affatto semplice. Con una pausa minima nel calendario, modifiche meccaniche significative, come la revisione della geometria delle sospensioni, sembrano irrealistiche. Un obiettivo più raggiungibile e urgente è una migliore integrazione tra la piattaforma aerodinamica della vettura e il suo comportamento meccanico. Ciò implica ottenere un bilanciamento aerodinamico più stabile, con mappe operative più costanti e una distribuzione della deportanza più uniforme. Allo stesso tempo, la risposta delle sospensioni deve essere adattata a queste caratteristiche aerodinamiche riviste, contribuendo a smorzare i trasferimenti di carico e a ridurre la tendenza della vettura a reagire bruscamente ai cambi di direzione o di aderenza. L’obiettivo è un equilibrio più prevedibile e meno “nervoso”.
Un fattore chiave che potrebbe influenzare in modo decisivo il comportamento della RB22 è il peso. Secondo varie stime, la vettura è significativamente sovrappeso, si parla di ben 10 kg in più. Questo non solo incide sulle prestazioni complessive, ma limita anche la distribuzione ottimale dei pesi. Di conseguenza, un programma di riduzione del peso è diventato una priorità assoluta dopo i test pre-stagionali in Bahrain. È quindi molto probabile che, in vista del Gran Premio di Miami, la Red Bull introduca componenti rivisti che, pur apparendo visivamente identici ai loro predecessori, sono stati ingegnerizzati per essere più leggeri. Tali sviluppi apporterebbero vantaggi in molteplici aree, inclusa la gestione dell’energia. Una vettura più leggera migliora intrinsecamente l’efficienza energetica, potenziando sia le fasi di recupero che di rilascio del sistema ibrido.
In sintesi, la lista delle priorità per Red Bull è chiara: affinare l’aerodinamica, ridurre il peso e migliorare l’integrazione tra dinamica del veicolo e prestazioni aerodinamiche. Il team mirerà ad affrontare queste aree in parallelo prima di Miami, sebbene, con il tempo limitato a disposizione, la definizione delle priorità sarà cruciale per risolvere una serie di problemi complessi e interdipendenti.

