Ven. Apr 17th, 2026

Analisi: Mentre la stagione del Real Madrid volge al termine prematuro, cosa rimane alla fine?

La stagione del Real Madrid sembra avviarsi verso una conclusione deludente, sollevando interrogativi sul futuro del club e sulle poche conquiste rimaste.

Il dibattito post-partita contro il Bayern Monaco è stato dominato dalla controversa espulsione di Eduardo Camavinga, un episodio che la stampa spagnola ha enfatizzato per deviare l’attenzione dalle lacune della squadra. Nonostante la superiorità tedesca nel doppio confronto, evidenziata dalla qualità di giocatori come Harry Kane, Luis Diaz e Michael Olise, il Real Madrid è apparso come un insieme di stelle individuali incapaci di creare un’armonia collettiva, privo del genio creativo che un tempo fornivano Modric e Kroos.

In questa partita, alcuni giocatori hanno mostrato lampi di potenziale. Arda Guler, autore di due gol nel primo tempo, sembrava destinato a essere l’eroe della serata, ma la sua partita è degenerata in un’espulsione per proteste. L’atteggiamento aggressivo di alcuni giocatori nei confronti dell’arbitro Slavko Vincic ha messo in luce una mancanza di decoro nella gestione della sconfitta.

Un’eccezione è stata Kylian Mbappé, che, nonostante la delusione per una carriera al Real Madrid finora priva di trofei importanti, ha mostrato professionalità stringendo la mano agli avversari e applaudendo i tifosi. La sua situazione è un amaro promemoria della sua ambizione, contrapposta al successo del suo ex club, il Paris Saint-Germain, ancora in corsa per la Champions League.

Tuttavia, Mbappé può trovare speranza nel paragone con il suo idolo Cristiano Ronaldo, che impiegò cinque stagioni per vincere la sua prima Coppa dei Campioni con il Real Madrid. Per il Real, che rischia di concludere due stagioni consecutive senza vincere la Liga, la Copa del Rey o la Champions League per la prima volta in 16 anni, giocatori come Fede Valverde rappresentano un faro. Il suo spirito indomito e la sua crescita lo rendono un esempio per i giovani talenti come Endrick Felipe e Franco Mastantuono.

La valorizzazione dei giovani talenti provenienti dall’accademia, come Gonzalo Garcia e Thiago Pitarch, potrebbe rappresentare una piccola consolazione. Tuttavia, il club sembra aver perso l’idea di forgiare futuri capitani dall’accademia, come fecero Raul e Casillas, preferendo approcci più romantici del passato.

I nomi di Xabi Alonso e Alvaro Arbeloa, esonerati prematuramente, sollevano dubbi sulla gestione presidenziale. La breve esperienza di Alonso, nonostante un buon inizio di stagione, è stata interrotta per una sconfitta in finale contro il Barcellona, evidenziando la nota intransigenza di Florentino Pérez. Arbeloa, nonostante un buon periodo a marzo, è stato sacrificato come traghettatore. Entrambi potrebbero aver agito per genuino amore verso il club, rischiando la propria reputazione.

Con l’estate che avvicina la disponibilità di allenatori come Andoni Iraola, il Real Madrid sembra orientato verso soluzioni più conservative, con i nomi di Didier Deschamps e Massimiliano Allegri accostati al club. L’obiettivo principale rimasto per questa stagione è la possibilità di dover fare un “guardia d’onore” al Barcellona per la vittoria della Liga, un’umiliazione che la squadra potrebbe imparare a evitare in futuro, puntando a ritrovare l’umiltà e la gloria al Bernabéu.

By Davide Colonna

Davide Colonna risiede a Torino ed è un giornalista sportivo instancabile. Si occupa di tutto, dal basket alla scherma, con un occhio attento ai dettagli e alle storie degli atleti.

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