Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, ha lanciato una decisa difesa delle attuali normative tecniche, nonostante le diffuse critiche.
Le prime tre gare della stagione hanno sollevato interrogativi sulle nuove power unit, caratterizzate da una ripartizione 50-50 della potenza tra motore a combustione interna e sistemi elettrici potenziati (fino a 350 kW).
Tuttavia, sia in Australia che in Giappone, i piloti hanno avuto difficoltà a completare giri veloci in qualifica senza ricorrere al “lift and coast” o al “super-clipping”, ovvero quando il pilota mantiene l’acceleratore completamente premuto, ma la vettura inizia a decelerare per ricaricare la batteria.
Questo, unito a uno stile di gara descritto da alcuni piloti come “stile Mario Kart”, ha portato alla pianificazione di incontri durante la pausa di aprile per risolvere i problemi, con la partecipazione di Formula 1, FIA e team.
Domenicali, esprimendo la sua opinione, ritiene che non ci sia nulla di “artificiale” nello stile di gara osservato finora.
“Il sorpasso, alcuni dicono che sia artificiale, ma cos’è artificiale?” ha dichiarato Domenicali ad Autosport.
“Voglio dire, il sorpasso è sorpasso, e la gente ha poca memoria, perché nell’era turbo degli anni ’80, io seguivo già la F1 e c’erano il ‘lift and coast’, l’uso di diversi turbo e diverse velocità.
Devi gestire, altrimenti il serbatoio del carburante era troppo piccolo.
Forse alcune delle persone più anziane che criticano o fanno commenti hanno poca memoria, perché negli anni ’80, all’epoca del turbo, queste cose c’erano.”

