A sette gare dall’inizio della sua stagione d’esordio, il quadro per Audi in Formula 1 è variegato. Attualmente noni nella classifica costruttori con soli due punti, la squadra si trova a 87 lunghezze dalla quarta posizione occupata da Red Bull e a ben 260 dalla capolista Mercedes. L’unico piazzamento a punti per il team è stato il nono posto di Gabriel Bortoleto in Australia, mentre Nico Hulkenberg non ha ancora segnato punti.
L’unità di potenza, sviluppata presso lo stabilimento Audi Sport di Neuburg, è stata identificata dall’analisi degli specialisti come il principale punto debole della vettura, con indiscrezioni che suggeriscono che il concetto sia già sotto scrutinio interno. Questo non è esattamente il fondamento su cui costruire ambizioni di top-four, sollevando serie domande su quanto rapidamente la casa automobilistica tedesca possa colmare il divario con l’ordine stabilito.
La dirigenza Audi ha chiarito che si tratta di un progetto a lungo termine, con l’obiettivo di competere per il titolo verso il 2030 anziché nel 2026. La vettura nel suo complesso si posiziona comodamente a metà griglia, ma manca quel qualcosa in più per spingerla verso le prime quattro posizioni, un obiettivo più vicino per team come Alpine e Racing Bulls.
Le infrastrutture sono in fase di costruzione, gli investimenti sono reali, eppure il divario nei confronti di Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull rimane enorme. La domanda fondamentale, quindi, è: Audi è in grado di inserirsi realmente in questo gruppo di vertice?
